cultura, stili di vita

#Librosospeso, condividere un’emozione per leggere low cost

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La lettura di un bel romanzo è un esperienza da condividere, si sa. Altrimenti perché regaleremmo libri che abbiamo letto ai nostri amici, più o meno intimi?

Da oggi però si può fare qualcosa di più. “L’idea è venuta a uno dei miei clienti: comprare un libro e lasciarlo in negozio, a disposizione di chiunque lo avesse voluto”. Cristina Di Canio, titolare de Il mio libro, piccolo negozio milanese, ci racconta come è nata – quasi per caso – l’idea di #librosospeso: un testo, cioè, pagato da qualcuno e lasciato in negozio, da offrire a lettori e avventori che verranno dopo. Un gioco all’inizio, poi un hastag sui social network, per quello che si è rivelato da subito un grande successo.

Non si tratta comunque di una novità assoluta: dal caffè sospeso nei bar di Napoli (si lascia una tazzina pagata in cassa, da offrire a qualcuno che non si conosce) fino all’esperienza dei libri per ragazzi nelle librerie di Salerno, la pratica del regalo agli sconosciuti si sta diffondendo sempre di più. Un modo solidale per reagire alla crisi, certo, ma anche un’esperienza di condivisione carica di implicazioni affettive e personali, specialmente quando si tratta di libri.

“Una piccola libreria come la nostra – continua Cristina – vive del rapporto diretto coi lettori. Un’esperienza come il libro sospeso estende questa relazione su un altro livello. I lettori lasciano sospesi i libri più diversi per i motivi più vari, ognuno con una sua storia”. L’idea di portare questa rete di rapporti sui social network è stata naturale e particolarmente felice. “Mi piaceva l’idea di fare vedere in che mani finissero i libri che venivano regalati, letteralmente. Così ho chiesto a chi lo prendeva di fotografarsi col libro sospeso in mano. Le foto sono tutte raccolte su Facebook e nei commenti si sviluppano dibattiti, opinioni, le persone si conoscono“.

L’iniziativa ha preso piede in tutta Italia e sono tante le librerie che aderiscono. “Per noi non è una completa novità”, ha detto a Vita Low Cost Fabrizio Piazza, della libreria Modus Vivendi di Palermo, che già qualche anno fa aveva lanciato un’iniziativa simile. “Le persone sono incuriosite dal fenomeno e trovano un motivo in più per fare un salto in libreria“.

“Di questi tempi trovare un’idea per vendere qualche libro in più non fa di certo male – continua Cristina – il bello è vedere come le persone decidano di mettere in circolo storie o idee che altre persone hanno scritto e che per qualche motivo hanno significato qualcosa nelle loro vite”.

Come messaggi nella bottiglia, capita poi che le persone vogliano lasciare delle dediche nei libri che regalano: “Una signora – racconta Fabrizio – ha appena lasciato una copia de “L’amante” di Marguerite Duras su cui ha voluto scrivere «perché la mente sospende i pensieri quando ci si perde tra le pagine di un libro», una dedica bellissima”. Come si fa a non essere d’accordo?

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