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Sanremo trash, le 10 canzoni più imbarazzanti al Festival

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Il Festival della Canzone Italiana 2016 è iniziato e se come dicono Sanremo è davvero lo specchio del Paese, c’è poco da fare gli snob davanti allo schermo.

A saperlo prendere dal verso giusto, d’altronde, il Festival dei Fiori sa dare grandi soddisfazioni, grazie a capolavori spesso involontari di arte pop, situazionismo quasi-dadaista e lirismo del niente che finiscono per modellare il nostro immaginario culturale e ridefinire il vocabolario di ogni giorno.

Alzi la mano chi non si è trovato a citare versi come “In tutti i luoghi, in tutti i laghi” o “Voglio andare a vivere in campagna” in una normale conversazione. L’elenco di citazioni sarebbe lunghissimo, per questo noi di Vita Low Cost abbiamo stretto il campo a una ideale top 10, il Meglio del Peggio che la principale manifestazione canora italiana ha prodotto negli ultimi anni.

Dal momento che qualcosa ci sarà sicuramente sfuggito, sentitevi liberi di segnalarci altre imperdibili chicche.

1.
Pupo, Emanuele Filiberto, Luca Canonici – Italia amore mio

2010, secondo posto

Un Paese che affida le sue rivendicazioni socio-politiche a Pupo, di per sé, dovrebbe farsi qualche domanda. Così come una rassegna canora che vede tra i suoi partecipanti Emanuele Filiberto ha forse qualche problema di credibilità. Completa il quadro la voce del tenore Luca Canonici, così al passo coi suoi tempi. Il primo Novecento.

2.
Povia – Vorrei avere il becco

2006, primo posto

Per quanto possiate trovare orecchiabile la melodia o delizioso il messaggio d’amore, niente supera il verso del piccione che il Povia esegue in diretta nazionale. Solo per questo, primo posto meritatissimo.

3.
Valerio Scanu – Per tutte le volte che

2010, primo posto

Tutta Italia si è chiesta, per settimane come si faccia “a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo“. La vera Arte, si sa, pone all’Uomo domande il cui senso affonda nelle intime radici dell’esistenza. Tanto a fondo che da allora il buon Valerio non si è più tanto ripreso, e noi con lui.

4.
Francesco e Roby Facchinetti – Vivere normale

2007, ottavo posto

Buon sangue non mente, secondo uno dei più triti proverbi nostrani. Capita però che le colpe dei padri alle volte cadano sui figli e che il talento salti una generazione. Il rischio allora è che sia il figlio a portare sulla cattiva strada cotanto papà.

5.
Gigi D’Alessio e Loredana Bertè – Respirare

2012, quarto posto

Gigi D’Alessio è uno di quei cantanti che fatica a farsi accettare dalla critica. Nonostante i suoi successi in patria e all’estero, le porte del salotto buono della canzone italiana per lui restano sempre chiuse. Dal canto suo, l’artista napoletano sembra essersene fatto una ragione e in questo Sanremo del 2012 mischia le carte giocandosi l’accoppiata con la Bertè. “Sono maledetta, questo sì lo so”, graffia Loredana. Classe pura.

6.
Iva Zanicchi – Ti voglio senza amore

2009, non classificato alla finale

La provocazione sessuale dove non te l’aspetti. Il “dico e non dico” della vecchia zia che imbarazza tutti i parenti durante la cena di Natale. “Ti voglio senza amore, ma dammi tutto il resto. Fai quello che ti piace, però non finire presto“. Bravo chi riesce ad ascoltarla tutta.

7.
Lollipop – Batte forte

2002, diciannovesimo posto

Nella provincia dell’Impero, all’alba del nuovo millennio anche noi italiani volevamo le nostre Spice Girls, o almeno la risposta femminile ai Ragazzi Italiani. Per capirci, nel Festival firmato Pippo Baudo le Lollipop erano la proposta indirizzata al pubblico giovane.

8.
Gazosa – Stai con me forever

2001, primo posto Nuove Proposte
In un clima da festa delle medie, i quattro ragazzini romani scalano la classifica delle Nuove Proposte e preparano il terreno per il vero inno di quell’estate: “www.mipiacitu”. Barely legal.

9.
Anna Oxa – Processo a me stessa

2006, non classificato alla finale
La Oxa è uno di quegli animali da Sanremo che si nascondono nel buio dell’indifferenza collettiva per undici mesi l’anno, per poi uscire alla luce della Riviera Ligure verso febbraio per performance sempre al di sopra delle righe. O al di sotto. Qui l’artista pugliese vira al dark e alla sperimentazione. Il pubblico non sembrò apprezzare appieno.

10.
Toto Cutugno – Voglio andare a vivere in campagna

1995, diciassettesimo posto
Se milioni di russi impazziscono per lui ci sarà un motivo, nonostante a noi compatrioti spesso questo motivo sfugga. Dopo innumerevoli secondi posti Cutugno nel 1995 si piazza quasi in ultima posizione, il segno inequivocabile che questa canzone molto celentanesca rimarrà nei cuori del pubblico al di fuori del Teatro Ariston.

Ecco le date e i gli artisti di Sanremo 2016.

 

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