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Vacanze alternative e low cost: ecco i workcamp in giro per il mondo

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Se siete stanchi della solita vacanza, tra gite ai musei e serate sfrenate in  discoteca, il workcamp è quello che fa per voi. Si tratta di una esperienza di volontariato low cost dalla durata variabile, da un minimo di due settimane fino a 6 mesi, sia in Europa che nel resto del mondo, a contatto con altre culture.

Così, ad esempio, è possibile partire per il Laos per partecipare alla costruzione di un parco urbano, oppure alla volta del Portogallo per una campagna di sensibilizzazione sull’ambiente. Perché non andare in Marocco per organizzare un festival musicale o sulle spiagge della Turchia per difendere le barriere coralline?

Le opportunità sono tante, mentre cinque sono i campi di interesse tra cui si può scegliere: cultura, festival, ambiente, cura dei bambini, lavoro sociale. Della rete interazionale del workcamp fa parte, per l’Italia, Giosef Italy. Tutti coloro che sono interessati tra i 16 e i 35 anni ad una vacanza alternativa possono contattare l’associazione tramite il proprio sito internet e cercare il campo che più gli si addice, anche a seconda dell’età.

Il tutto a prezzi davvero stracciati. Oltre al viaggio per raggiungere il luogo indicato, che è a spese proprie, bisogna versare all’associazione una quota di iscrizione annua pari a 139 euro e comprensiva di assicurazione, e cioè meno di 9 euro al giorno per 15 giorni di esperienza, solo 0,75 centesimi giornalieri per i campi di 6 mesi. Il vitto e l’alloggio è a carico dell’associazione che organizza il campo nel paese ospitante: potranno chiedervi di portare sacchi a pelo per dormire in tenda, oppure vi faranno riposare in strutture locali.

Si lavora, in genere, dalle 3 alle 8 ore al giorno, ma si tratta di attività semplici, per le quali non serve alcuna competenza in particolare, ma tanta voglia di fare e di mettersi in gioco, soprattutto a favore dei paesi più svantaggiati. Senza tralasciare, però, il divertimento e la possibilità di conoscere nuove culture e territori. Si può partire tutti i mesi, ad eccezione di gennaio e febbraio.

“Chi fa il work camp è un viaggiatore che non è un turista in senso stretto– ha raccontato a Vita Low Cost Francesco Spampinato, responsabile nazionale workcamp per Giosef Italy – ma è una persona che ha un forte spirito di servizio e tanta voglia di donarsi agli altri. Soprattutto, è una persona che cerca di cambiare il mondo viaggiando e confrontandosi con popoli diversi dal proprio. Noi, con un sacco a pelo, zaino in spalla, scarpe da trekking e voglia di fare, cerchiamo di cambiare le cose e di rendere possibile la pace”.

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1 Comment
  1. mauro

    19/06/2013 at 15:10

    c’è anche il servizio civile internazionale, che da anni organizza campi di lavoro, una bella esperienza.

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